Tante sono le cose che di questo paese mi hanno stancato, così tante che potrei dimenticare come a volte sia un piacere essere italiana. Così tante che alla fine mi sono stufata di tenerle per me, perchè so che c'è tanta altra gente che si è stufata, quindi perchè non parlarne?
Se volete commentate, sappiate che non rispondo a tutti i commenti, che non accetto commenti osceni che verranno cancellati, ma che sono disponibile ad un confronto, se ne ho tempo.
Se siete qui leggete, se non vi piace quello che scrivo andatevene, nessuno vi obbliga a rimanere e fino a che c'è libertà di parola ho intenzione di dire la mia.

mercoledì 24 luglio 2013

ECONOMIA

sono stufa di sentirmi presa per il culo.
anche oggi al telegiornale della mattina, e d alla radio la notizia di apertura era sempre quella: la fiat stà valutando se rimanere in Italia o andarsene.
ma quanto ancora ci vogliamo far prendere per il culo da una azienda che ha vissuto fino ad oggi grazie solo ai soldi che gli venivano passati dallo stato italiano perché rimanesse in piedi e continuasse a dare lavoro agli italiani, costantemente sotto la minaccia di una sua emigrazione? quanto ancora vogliamo sopportare che Marchionne si diverta alle nostre spalle abbassando i livelli di dignità dei suoi operai a quello dei   cinesi immigrati illegalmente, e nel contempo continuando a chiedere soldi all'Italia altrimenti scappa?
è una storia infinita che continua a perseguitare le casse italiane da tempo immemore e che oramai è diventata veramente una barzelletta.
per trovare una azienda florida e che abbia un conteggio positivo tra spese e incassi si deve risalire al lontano 1975 quando ancora le sue fabbriche sfornavano auto affidabili ed innovative che avevano un fiorente mercato e che riempivano le strade d'Italia con i suoi modelli per tutte le tasche.
da allora ad oggi voi non avete idea dell'esborso di denaro che questo marchio in disgrazia si è succhiato a spese delle nostre tasche.
se si fa un calcolo tra sovvenzioni statali, che vanno a perdersi in qualche buco nero, casse integrazioni che sono chiaramente a spese dello stato, mobilità e prepensionamenti, incentivi pubblici alla rottamazione per spingere il mercato della vendita fiat, costruzione di impianti a spese dello stato, si arriva alla ridicola cifra di 7.6 miliardi di euro, una cifra che onestamente non so nemmeno come si scrive e che altro che risanare le finanze pubbliche, ci permetterebbe di comprarci l'Europa. una cifra che vede la sua metà concentrata nel periodo che va dal 1990 al 1997, negli anni in cui il marchio appariva florido e produttivo.
e tutto questo a fronte di un dissanguamento in termini di lavoratori che non ha avuto termine e non ne ha nemmeno all'orizzonte.
da quel fatidico 1975 di cui parlavamo ha perso più di 200 mila operai dai suoi stabilimenti, chi licenziato, chi messo in cassa integrazione. si perché di operai la fiat ne ha ancora, certo, ma quelli in Italia sono cari quindi va ad aprire le sue fabbriche in polonia, dove gli costa meno la produzione della famosa panda, che di italiano oramai ha solo il nome. in Italia rimangono la punto e la croma, e questo nonostante sia una delle poche marche che ha quasi tutte le protezione che sono lecitamente elargibili ad una fabbrica nazionale da uno stato, a partire dagli incentivi fino all'uso delle sue macchine per il parco statale.
tutto questo per mantenere in vita una fabbrica che oramai crea posti di lavoro solo all'estero e che in Italia manda a casa intere famiglie che lavoravano nei suoi stabilimenti da generazioni.
Le parole di un giornalista scrittore dovrebbero illuminarci il cammino per comprendere l'iter demolitivo che ha compiuto questo affare in perdita.
scrive  Massimo Mucchetti nel libro Licenziare i padroni? (Feltrinelli). «Nell’ultimo decennio il sostegno pubblico alla Fiat è stato ingente. L’aiuto più cospicuo, pari a 6.059 miliardi di lire, deriva dai contributi in conto capitale e in conto interessi ricevuti a titolo di incentivo per gli investimenti nel Mezzogiorno d’Italia in base al contratto di programma stipulato con il governo nel 1988». Soldi a palate, dunque. Ma quello fu solo l’inizio.
si perché avendo costruito nel mezzogiorno le sue industrie godevano dell'esenzione decennale dalle imposte sul reddito che si riconosce a chi incentiva il lavoro nel mezzogiorno, senza contare i soldi che comunque sono affluiti a quelle casse proprio per il sostegno delle fabbriche nel mezzogiorno che devono mantenere quelle promesse fatte al momento dell'apertura.
come già detto poi, la fiat gode del diritto agli ammortizzatori sociale (prepensionamento, cassa integrazione, indennità di mobilità) che le altre4 aziende statali o meno invidiano sicuramente dato che sono tutte volte a rendere più facile la vita a chi gestisce la baracca non certo a chi lavora per mantenerla a galla.
Oggi Monti nega di voler continuare ad elargire fondi alla Fiat ma non sembra un poco il chiudere le porte dopo che il bestiame è già fuggito?
e la cosa peggiore è che la fiat continua a produrre macchine che oramai,con il mercato in continua evoluzione sia per i motori che per il design, non hanno nessun incentivo all'acquisto, sono sempre le stesse, con lo stesso disegno di decenni oramai e nessun innovamento di vero spunto che possa rilanciare la sua vendita sul suolo patrio o all'estero, dove vende, specie in America, solo perché per lei è un mercato nuovo.
non c'è una vera ricerca di innovazione, non c'è un vero desiderio di rilanciarsi sul mercato, Marchionne vive di spinta inerziale, su quei mercati che gli permettono di scivolare perché nuovi ma una volta saturato anche li il mercato? facciamo la terza versione della 500? o una nuova versione della Panda, l'ennesima? o rilanciamo la Punto 3.0?
e nel frattempo all'interno delle fabbriche gli stipendi possono essere ridotti, i licenziamenti sono più facili ed il tutto con il beneplacito dei sindacati che si sono messi tranquillamente a pecorina di fronte alle richieste di Marchionne per non chiudere altre fabbriche, promessa andata disattesa come tutte quelle uscite da quella bocca in termini fiat negli ultimi anni.
e dato che uno dei sindacati, la Fiom, non aveva firmato la vendita dell'anima al diavolo, ma ha comunque ottenuto di poter essere presente all'interno degli stabilimenti, come giustamente concesso dalla legge che almeno un poco dovrebbe tutelare i lavoratori italiani, ecco che la Fiat si riserva di valutare le strategie il Italia, perché  "deve valutare se e in che misura il nuovo criterio di rappresentatività potrà modificare l'assetto delle sue relazioni sindacali",
e tutto questo mentre la pubblicità grida a tutta voce che sono tornati gli incentivi fiat su gas e metano , e che come sono durati tutto inverno scorso, e come stanno durando tutta estate, dureranno anche nel prossimo autunno.
senza dire  del fatto che a sfavore delle vendite della Fiat in Italia, c'è anche la sempre minore affidabilità delle sue auto, che prodotte sottocosto chiaramente non hanno il livello di affidabilità che raggiungevano nei nostri stabilimenti dove il vaglio della produzione era più ferreo e selettivo, puntando alla qualità e non alla spesa minore.
non incolpo certo gli operai delle fabbriche polacche, per il calo della qualità, dato che poro lavorano già per uno stipendio minore in un paese dove le tasse che vengono pagate sono minori di quelle italiane, e dove gli standard produttivi richiesti per la messa su strada delle auto sono minori, incolpo una politica produttiva puntata solo al guadagno personale senza nulla dare in cambio. certo, costruire in Italia costa di più perché le tasse sono più alte, ma costa di più anche perché si pretende che ciò che viene costruito rispetti degli standard che al giorno d'oggi difficilmente la fiat può dire di avere.
parlo anche per diretta esperienza. la mia famigli atra le tante macchine che ha avuto , sicuramente può vantare un gran numero di fiat. e di queste le ultime entrate nel nucleo familiare sono di gran lunga le peggiori. La Punto di mio padre, costata se non ricordo male cista 12.000 euro, dopo nemmeno un anno di viaggi già faceva il rumore di un elicottero quando andava leggermente più veloce sulla strada, ha perso quasi subito le manopole del controllo dell'aria, si è rotto lo stesso, così da non poter controllare in maniera comoda le bocchette del caldo e del freddo, , ed altre cose, che possono apparire piccolezze, ma che io, su una Chevrolet da 7000 euro non ho incontrato nonostante abbia oramai 8 anni, in un era in cui una macchina di otto anni è una macchina rottamabile.
la Focus di mia sorella è uscita di fabbrica con un grosso problema alla frizione di cui si sono accorti quasi un anno dopo, nel frattempo mia sorella ha continuato ad andare in giro con una macchina a cui si incastrava la frizione abbassata, e che continuava a portare dal meccanico senza ottenere nulla. e quando se ne sono accorti non è che hanno risarcito il disagio che mia sorella ha patito cambiandole la macchina, le hanno solo cambiato la frizione, sperando che questa volta sia quella giusta.
La brava di mia madre sotto il sole si è tutta spellata come un tedesco dopo una insolazione, e continuo a ripetere che io con lamia non ho lo stesso problema dopo tutti questi anni di parcheggio all'aperto.
e via discorrendo.
insomma chi vuol intendere intenda, io che mi devo ricomprare una macchina i miei soldi a quei ladri non li do.


martedì 9 luglio 2013

LEGISLATURA

sono stufa di sentir parlare di leggi contro l'omofobia. non perchè io sia contraria alle leggi in loro favore, e nemmeno perchè io sia omofoba. ho amici gay e amici etero, non ci vedo differenze.
quello che mi manda ai pazzi è che al giorno d'oggi parlare dei gay e dei loro problemi, della loro persecuzione, delle leggi a loro favore o contro di loro, è diventato molto trandy, tanto che se in un incontro di società se non si parla un po di omofobia e delle leggi a favore dei gay si è veramente fuori dal giro.
che situazione parossistica.
ora pare che abbiano addirittura proposto di eleggere a reato il parlare contro le nozze gay, come se dire che a me il matrimonio stà su culo sia una cosa lecita ma se dico che il matrimonio gay mi stà sul culo sono passibile di arresto.
pazzesco.
però è una di quelle cose che capitano normalmente in Italia, una di quelle cose che accentra l'attenzione della gente e non fa vedere tutto il resto delle ingiustizie che si nascondono dietro quella pagliuzza.
ripeto non sono assolutamente contraria alla difesa dei gay che deve essere esattamente la stessa che si riserva a un uomo bianco, ad una donna indiana, ad un bambino africano o ad un gattino ucciso con l'acido muriatico se è per quello.
sono tutti esseri umani, tranne il gattino (ma quello dovrebbe essere difeso a prescindere, solo per la sua innocenza e la sua incapacità a difendersi), e devono essere loro riconosciuti gli stessi diritti e gli stessi doveri, lo stesso livello di protezione e lo stesso livello di rispetto.
il problema è che in italia non riusciamo ad essere imparziali verso nessuno, siamo il paese dell parossismo, del tutto o niente.
o si accetta che le donne vengano ammazzate di botte per un delitto d'onore o si lincia il primo che comincia a seguire una ragazza per strada temendo che sia un molestatore. o si riempiono di botte per strada i finocchi perchè sono feccia, o si arriva a difendere le nozze gay anche solo dalla critica troppo accesa.
e nel mezzo il nulla.
nel mezzo se una donna denuncia il marito che la picchia, sempre che si decida prima di finire all'ospedale, la condanna che questo subisce è spesso una condanna di non più di due anni perchè oramai si è capito il gioco: se chiedo il rito abbreviato ottengo una pena più leggera, e spesso non faccio nemmeno un giorno di galera perchè la pena viene sospesa.
che ci vuole? poi magari quando il disgraziato, che aveva picchiato la donna per anni prima della condanna, torna a casa e l'ammazza per vendetta, ci stupiamo tutti della cosa.
che ironia, pensare che magari se l'ammazzava subito si beccava anche meno anni perchè non era una pena reiterata.
siamo veramente una nazione dalla legislazione di pulcinella.
il problema grosso grosso è che noi le leggi giuste le avremmo anche.
ci sono, sono li, ma hanno una grossa pecca. hanno una stratificazione legislativa che permette di scegliere una delle tante pelli di cipolla , quella che si preferisce ed usarla a favore dell'accusato, inoltre accettano le deroghe, e si prestano ad interpretazione. ci sono così tanti modi di aggirare una legge italiana, di rigirarsela sulla lingua come una caramella alla liquerizia che alla fine una legge che entrava giusta e pesante, diventa una barzelletta in bocca al primo azzeccagarbugli che sa usare bene la parlantina.
ci vorrebbe si un cambio delle leggi ma non così radicale come si crede: non si dovrebbe assolutamente rifare tutto da capo. si dovrebbe solo rendere le pene certe per il reato, pene giuste, pesanti e punitive, leggi snelle, spogliate delle tante sovrastrutture che le appesantiscono.
noi vogliamo che chi compie un reato venga punito in maniera giusta e punitiva, vogliamo che ci sia una legge che giudica senza due pesi e due misure, che non ci sia la possibilità di interpretazione perchè le leggi che vogliamo sono chiare, dirette e di facile comprensione. è inutile avere un corpo legislativo infinito, composto a quanto pare di più di 160.000 diverse leggi e leggine, postille alle leggi, appendici ecc, che proprio per la sua immensità permette tutto ed il contrario di tutto. meglio ci sia una legislazione snella e agile, che dia la sicurezza della punizione del reato e la sicurezza della difesa del popolo.
ed allora non dovremo più sentire parlare di leggi a favore dei gay, di leggi contro il femminicidio, di leggi apposta per i bambini.
le leggi devono essere per tutti e difendere tutti, in maniera uguale ed in maniera giusta.

venerdì 5 luglio 2013

ECONOMIA

sono veramente stufa di sentire mia madre che si lamenta della sua pensione.
che donna ingrata vero? ma c'è una ragione molto profonda a questa mia insopportazione ed è la mia salute. ora vi spiego.
quando sento mia madre che si lamenta di dover riuscire a vivere con una pensione di 420 euro al mese, cosa sicuramente non facile, mi viene da pensare al fatto che mio marito probabilmente non andrà mai in pensione visto che è un precario e che la pensione dei precari sarà probabilmente una stretta di mano ed una pacca sulla spalla. subito dopo penso alla mia pensione, che, potrei prendere subito per la mia disabilità ma che ora non basterebbe manco a pagare l'affitto, e che se sarò motlo fortunata e se non cambieranno troppo le regole dovrebbe essere di 910 euro al mese, sempre che alla fine non decidano che anche noi in fondo non ne abbiamo bisogno.
a quel punto sono già abbastanza furiosa, e mi metto a gurdare la televisione e come al solito al telegiornale vedo quelle facce di sterco che si atteggiano, che dicono che l'Italia è sualla strada giusta, che la ripresa è alle porte, e mi vien da pensare alle pensioni che prendono e prenderanno loro, e li veramente mi esplode la bile e comincio a ringhiare, sbavare e veleggiare sul letto, a un metro e mezzo dal letto.
va be, lasciam perdere le citazioni colte.
diamo una bella occhiatina alle pensioni di quelle personcine che ci sono sopra, e sopra cosa lo lascio decidere a voi.
lo sapete che quest'anno ci sono stati un sacco di poveretti che non hanno trovato posto nel senato a causa della marcia degli stellini? sono tanti poverini quelli che si devono accotentare di guardare da fuori la politica per almeno quest'anno, sempre che , visto il trattamento pensionistico, abbiano voglia di tornare a far finta di lavorare l'anno prossimo.
il primo tra i poverini che devono rimanere in finestra è un personaggio che un tempo era nel mio cuore, almeno fino a che non si è rivelato un vero signore della adesione comoda. Stò parlando di Giancarlo Fini, un uomo che consideravo ai suoi tempi uno degli ultimi veri politici, che veniva dalla scuola di Almirante ed aveva una capacità politica ed una coerenza che credevo reale e solida, almeno fino a che tra i tanti giri non è finoto in quel calderone di centro in cui si trovano ex democristiani, ex comunisti ed ex di destra, tutti assieme nella disperata ricerca di una poltrona.
il signore, per consolarsi della scelta fatta dal popolo che lo ha escluso, tra poco incasserà l'assegno di fine mandato come ex presidente della camera, un contentino che dovrebbe aggirarsi sui 260.00 euro netti. ma non si preoccupi troppo. dati che la politica è stata la sua professione dal 1983 Fini potrà andare in pensione a 65 godendo di una pensione abbastanza agiata di 6200 euro mensili, sempre netti, quindi, speriamo, gia tassati.
sono qualche soldino in effetti ma non è certo quello che fa più effetto, lui almeno prende una pensione, intendo una sola. Carlo Azelio Ciampi, per la sua vecchiaia può contare su una pensione che gli viene data dall' Imps di 4000 euro mensili, ma visto che ha qualche spesuccia in più, e poi, che cribio, è stato presidente della repubblica, prende anche 19.054 euro di indennità parlamentare, e siccome ancora non basta prende anche  30.000 euro mensili da Bankitalia, il tutto sempre al mese.
ma andiamo avanti. un'altro nobile condottiero della politica che si è trovato a far tappezzeria è il senatore Di Pietro, un uomo che dovrebbe spendere i suoi soldi per un logopedista e corsi di italiano e grammatica per immigrati, visto che il suo italiano parlato è peggio di quello di tanti di loro. l'ex magistrato votato a Mani Pulite ed alla punizione dei rei, passato alla politica dal 1996, quando sarà giunta la sua ora ( diciamo) potrà godere di un assegno di 60.000 euro di fine mandato, ma non perchè sia stato cattivo; la sua buonuscita sarà più piccola solo perchè è stato chiuso fuori già una volta dal portone del senato e già una volta hanno provato a dargli il foglio di via scritto su un assegno, però come si suol dire a volte ritornano...
anche lui a 65 anni, quindi da questo aprile, ha la possibilità di percepire la pensione di parlamentare che per lui si tratta di 4300 euro netti. due soldi giusto per comprare qualche macchina per la campagna. si darà anche lui alla produzione di olio, "olio Di Pietro, un olio dalle Mani Pulite!!!".
prendiamo adesso un'altro ex presidente, Oscar Luigi Scalfaro. la buon'anima prendeva, oltre all'indennità di palazzo Madama di 19.054 euro, come il caro Ciampi, anche 4766 euro dall'Impdap dove aveva lavorato come magistrato per tre anni dal 43.
un'altro nobile deluso è Italo Bocchino ( si anche io all'inizio ho detto Chi? poi mi sono informata) ex deputato di AN, ex esportato in Forza Italia (ma chi non c'è passato?) dove diventa il vicecapogruppo alla camera, ex fondatore di Generazione Italia al seguito di Fini, approda a Futuro e Libertà, sempre al seguito di Fini, dove diveta presidente ad interim. insomma un grande ex della politica, è uno dei più giovani tra i selezionati del grande senafratello,è costretto a lasciare il parlamento con un trattamento di fine rapporto di 150.000 euro e poverino essendo così giovane non ha nemmeno diritto ad un vitalizio o ad una pensione per altri 17 anni, in cui se non riesce a rienrtare in uno dei pezzettini di formaggio si troverà anche costretto a lavorare per vivere. ma siamo positivi, sicuramente riuscirà a mantenersi a galla, in fondo è il vice ad interim di un partito, mica possono lasciarlo li no?
altri nomi? la povera Emma Bonino, l'attuale ministro degli affari esteri, che quindi stà maturando altri futuri introiti pensionistici, alla fine della sua brillante cariera prenderà una pensioncina di 6500 euro, ma non ho idea di quale sarà la sua pensione di ex ministro ne la sua buonauscita dal senato, che se non fosse stata eletta avrebbe dovuto essere di 60.000 euro ma che credo a questo punto stia lievitando.
e Franco Marini, ex sindacalista, esponente della CISL, già presidente del senato,  ministro del Lavoro, segretario del Partito Popolare Italiano e parlamentare europeo. la sua liquidazione si limita ad un contentino di soli 188.000 euro e di una modesta pensione di 5300 euro, ma si potrà consolare con la pensione da sindacalista da 14.000 euro mensili, insomma non è proprio al livello dei primi ma si più accontentare ed avere una vecchiaia dignitosa.
altri due nomi al volo, Lamberto Dini prende 18.000 euro da Bankitakia, 7000 dall'Imps e 19054 dal senato, Giuliano Amato incassa invece 22.048 dall'Impdap e 9363 dal Parlamento.
e così via. questo calcolando che ho notato come faccia bene dedicarsi alla politica, visto che tendono tutti a vivere fino ai 90 ed oltre a meno che non gli venga un colpo secco, ma con quanti auguri nella direzione vengoo alnciati giornalmente alla loro direzione, se per il momento non gli è venuto non credo si possa sperare in un prossimo futuro.
ed a questo punto potete capire come mi girino le palle e come la mia giornata si possa essere rovitata a sentire parlare mia madre della sua pensione e di come gli sia sempre stretta di fianchi. ma si devono sempre lamentare stì vecchi?

mercoledì 3 luglio 2013

ECONOMIA

sono stanca di sentire i vari schieramenti politici continuare a parlare di elezioni ogni tre per due. non certo perchè sia contenta della classe politica esistente.
no, al momento non molto.
solo che la cosa di cui non si tiene conto a quei livelli è il prezzo che si paga per farli giocare a chi prende la poltrona.
ma ci rendiamo conto che questi giovanotti si scambiano le poltrone a spese nostre, siamo noi che con i nostri portafogli paghiamo i loro giochini di potere?
ci si deve decidere, da quelle parti, a lavorare una volta buona, visto che ci sono voluti andare, sarà il caso che qualcosa facciano di concreto, invece di parlare tanto e fare poco, e che sia qualcosa di buono una volta tanto.
forse a volte si perde di vista la vera spesa che ci ritroviamo a fare, anche perchè spesso queste notizie sono magari un po più complicate da trovarsi rispetto a notizie molto più inutili e facili da trovare.
vediamo allora di illuminarci le idee.
cominciamo pensando a cose piccole, come ad esempio alle matite. avete presente quelle che vi danno assieme alle schede elettorali e che vi riprendono frettolosamente alla fine? ebbene, quelle matite sono matite particolari, perchè sono copiative, quindi il loro prezzo è differente da quelle delle matite normali. di queste simpatiche matite ne vengono distribuite circa 370.000 matite, distribuite nei vari seggi elettorali: le matite copiative, il cui scopo è quello di non poter essere cancellate se non per abrasione, valutando le dimensioni e la mina, su uno dei siti di forniture per uffici, uno dei tanti che si trovano su internet e che vendono superscontato, costa 1,07 euro. diciamo pure che loro comprendole a pacchi le paghino meno ma non credo molto meno, diciamo che spendano 0.60 euro a matita. solo di matite spendono 222.000 euro. una bazzecola in fondo. se poi mi spiegassero perchè non usano le bic che costano a noi 50 centesimi e che quindi loro le pagherebbero praticamente niente, che essendo penne non possono essere cancellate senza dover andare a cercare matite particolari, e che potrebbero essere molto più facilmente reperite, sarei molto contenta.
comunque andiamo avanti.
ci sono le schede: quest'anno una intera foresta amazzonica ha visto la morte per produrre due schede di quasi un metro l'una, in carta di grammatura estremamente pesante; quelle erano 133 milioni, distribuite e se avanzate buttate perchè chiaramente non riusabili. il costo di una scheda elettorale non lo si trova da nessuna parte ma sospetto che venga molto più di una matita copiativa anche solo per il tipo di lavorazione particvolare che deve ricevere il tipo di carta per essere adatto al compito. si perchè devono essere pesanti, ma nello stesso tempo devono essere sensibili, al punto che se si sovrappongono rimangono indelebilmente segnate, poi devono essere particolarmente spugnose in modo da assorbire il timbro ma da non sbavare l'inchiostro. e via di questo passo.
poi ci sono gli scrutarori, i segretari di seggio ed i presidenti di seggio, che per fare quel lavoro di tre giorni devono essere pagati, e il pagamento che ricevono oltretutto è esentasse, visto che si tratta di una compito svolto per il bene dello stato.
tirando le somme le spese di base, quindi matite, schede e scrutatori, sono 223 milioni per tre giorni di voto più lo spoglio.
poi si devono prendere in considerazione anche gli stipendi pagati alle forze dell'ordine per piantonare le oltre 61.597 sedi di votazione divisi tra scuole, ospedali, carceri e sedi volanti, controllate a vista da 22.000 poliziotti, 22.000 carabinieri, 12.000 finanzieri, 4000 guardie forestali, 300 poliziotti penitenziari e 4000 vigili urbani. per compensare quest uomini al ministero della  sicurezza siano stati stanziati altri 73 milioni di euro che vanno a ricompensare ben miseramente uonini e donne che di solito svolgono un lavoro pericoloso e che vivono con stipendi da fame, come tutti noi del resto, anche se noi non si rischia di solito la pelle, si spera almeno.
ci sono anche le facilitazioni che vengono offerte agli elettori per il viaggio di ritorno verso i seggi  sono di circa altri 10 milioni, comprese le facilitazioni per i ritorni dall'estero.
insomma, a quanto pare, da quello che ha pubblicato il governo, le lelzioni del 2013 ci sono costate 389 milioni di euro in volta sola.
certo! mica li paghiamo tutti noi!!! 315 milioni sono a carico del ministrero dell'interno. ma al ministrero dell'interno chi li da i soldi se non le nostre tasche? parliamoci chiaro. ogni volta che a quei signori gira lo schiccerone, e si minacciano l'un l'altro di far cadere il governo, di voler farci fare un referendum, di voler annullare le elezioni e rifarle da capo, per ognuna di queste stupidagini, dalle nostre tasche escono  più o meno, (mica lo so se le prossime costeranno uguale)389 milioni di euro.
aaaaahhhh!!! questo senza contare il contributo dello stato ai partiti per il loro batage pubblicitario che viene a costarci altri 91 milioni di euro, perchè loro poverini vivono di sovvenzioni statali mica possono pagarsi tutto da soli, ci dovrebbero rimettere gli stipendi quei poverini che vogliono essere votati magari.
e nemmeno i 220 milioni distribuiti ai comuni per rimborsarne le spese.
siamo veramente sicuri di voler continuare a spendere così inutilmente i nostri soldi? ma se noi  andassimo a fare shopping e vedessimo un capo tanto scadente a prezzi così alti saremmo così deficenti da continuare a comprarlo, uno almeno ogni 5 anni, senza contare i surplus? per poi ritrovarci con sto popò di schifo tra le mani? nemmanco a dire che si può riportare il prodotto al negozio perchè e fallato e la lavorazione fa schifo: no ci si deve tenere e ci si deve anche accontentare di quello che si è comprato altrimenti per farci dispetto si rompe e noi li a comprarne un'altro.
e si continua a pagare, mentre quelli son li che continuano a dire che le cose vanno male, che non si può continuare così, che le elezioni anticipate alla fine saranno indispenzabili. qualche esempio? quagliarello: o si riforma il porcellum per una eventuale votazione anticipata o si rivà alle elezioni con lo stesso sistema; Zanonato, non vedo la ripresa promessa dal govento, se si continua così le lelezioni anticipate sono imminenti. e questo solo oggi.
ribadisco un concetto già presentato in altri post ma che è fondamentale nella mia mente: la politica deve essere vocazione, come quella dei preti. devi avere la vocazione di dare alcuni anni della tua vita per il bene della popolazione, che si tratti di migliorare la sanità, di fare strutture migliori, per tutti e dai costi accettabili, o che si tratti di gestire la spesa pubblica, e secondo me una volta che hai fatto 5 anni non lo puoi far più per tutta la vita, in nessun  altro campo.
e come tutte le vocazione non deve essere superpagata, al massimo, che ricevano uno stipendio normale, uno di quelli che fa sopravvivere tutti noi, un bello stipendiuccio da 1200/1400 euro al mese, che va a sostituire lo stipendio che gli viene dal suo lavoro, che magari deve metere in sospeso per il periodo di carica. e per le spese di rappresentanza? una bella tesoreria che tiene i conti ben visibili, e a cui rivolgersi con la richiesta di spesa ben giustificata e che in qualunque momnento può essere contestata se inutile o dannosa, e quindi rimborsata.
quanti meno sarebbero questi cancheri attaccati alle poltrone come se fossero spalmate di colla cianoacrilica.
quanti meno vecchi rimba starebbero li, a passare la loro bella pensione beby maturata con uno sputo di lavoro e succhiata fino alle simpariche età di 80/90 anni, sparapanzati sui divani e le poltrone del senato, apisolare passando la giornata. e quando muoiono a queste giovani età c'è anche chi li piange come una gran perdita. io vedo solo una pensione enorme che finalmente non paghiamo più.
e chiaramente nessuna pensione aggiuntiva, al massimo un bonus aggiunto a quella che si matureranno loro, lavorando come tutti noi poveri diavoli fino a 65/70 anni, sputando sangue prima di poter riposare con quei due soldi che ci allungheranno nella nostra vecchiaia.
e alla fine magari si potrebbe anche decidere che la spesa per le elezioni vale la pena di spenderli, perchè chi viene eletto, e vuole essere eletto, lo fa perchè vuole veramente fare qualcosa, altrimenti se ne rimarrebbe a fare il suo lavoro visto che quello non sarebbe più l'eldorado italiano, in cui loro sono gli Inca e noi gli schiavi che ci si fa il culo per trovare il loro oro.