Tante sono le cose che di questo paese mi hanno stancato, così tante che potrei dimenticare come a volte sia un piacere essere italiana. Così tante che alla fine mi sono stufata di tenerle per me, perchè so che c'è tanta altra gente che si è stufata, quindi perchè non parlarne?
Se volete commentate, sappiate che non rispondo a tutti i commenti, che non accetto commenti osceni che verranno cancellati, ma che sono disponibile ad un confronto, se ne ho tempo.
Se siete qui leggete, se non vi piace quello che scrivo andatevene, nessuno vi obbliga a rimanere e fino a che c'è libertà di parola ho intenzione di dire la mia.

giovedì 23 gennaio 2014

GIUSTIZIA

ho guardato fino alla fine linea gialla questa sera per sentir parlare della terra dei fuochi.
 l'ho guardato, l'ho ascoltato ed ho cercato di capire.
 ho cercato di capire chi poteva avere la colpa se un bambino di 20 mesi è morto di leucemia dopo tanti interventi subiti, ho provato a capire chi avesse colpa degli sversamenti nei terreni della terra dei fuochi, ho cercato di capire chi avesse colpa del fatto che l'acqua della zona è velenosa, del fatto che lo si sa da tanto e del fatto che nessuno ha fatto niente.
ho ascoltato Schiavone, una persona che secondo me dovrebbe essere ancora in galera a marcire, visto che al muro pare che sia brutto mettercelo, e che invece se ne stava spaparanzato su una poltrona in prima serata dire che lui quando ha saputo di quello che succedeva ha denunciato, che lui forse è colpevole, in parte, ma che anche i cittadini della terra dei fuochi, quelli che oggi vedono i loro figli morire come i loro campi, per i veleni che mangiano, bevono e respirano, anche loro sono colpevoli in fondo.
ho sentito dire ad Antonio Ingroia, che i giornalisti avevano denunciato la situazione da tempo e che ci sono valanghe di indagini giornalistiche che sono state portate avanti negli anni che che la colpa in fondo è dei giudici e della magistratura che non ha mai fatto veramente qualcosa contro questa situazione.
ho sentito parlare Roberto Pennisi, sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, che ha parlato di come i camorristi si siano macchiati della morte di tutte quelle persone, scaricando i veleni nei terreni in cambio di denaro, senza pensare nemmeno alla salute delle loro famiglie, e che la magistratura ha fatto spesso il possibile per riuscire a prendere quelle bestie ma che in fondo non hanno potuto fare molto, anche perché non hanno mai avuto l'aiuto dell'opinione pubblica e dei giornali che invece hanno spesso lavorato contro di loro.
ho sentito parlare gente comune, rappresentanti, contadini i cui campi languiscono o per l'inquinamento o per le lungaggini dello stato che dovrebbe fare le analisi a quei terreni il più velocemente possibile ed invece impiega mesi a fare un accertamento, persone distrutte dal dolore per la morte dei propri figli, dei genitori, dei mariti o delle mogli.
ho ascoltato tutto ed ho cercato di capire tutto quello che hanno detto, ho pianto per il bambino che è morto dopo la lotta portata avanti dalla nascita, ed ho sentito l'ingiustizia di quello che veniva detto.
ed alla fine, l'unica cosa che ho veramente capito, è che tutti quelli che erano li avevano una cosa sola da dire: è vero, siamo in fondo tutti colpevoli, ma noi lo siamo meno di altri, perché voi lo siete più di noi.
tutti hanno detto che vorrebbero vedere i colpevoli in galera, per quanto ci starebbero ben poco, viste le ultime decisioni sulla scarcerazione anticipata di tanti delinquenti che dovrebbero morire di vecchiaia dietro alle sbarre. tutti vorrebbero vedere i colpevoli dietro le sbarre, basta che i colpevoli si trovino altrove rispetto a loro. perché in fondo nessuno è colpevole, nessuno si sente parte di quel maledetto meccanismo di inquinamento, di lordura che ha ridotto il piede del nostro stivale una terrainfernale disgustosa e sterile.
nessuno si sente nemmeno in parte colpevole del fatto che le industrie di tutta Italia sono andate a scaricare nella bassa, basta però che le industrie della nostra regione non cerchino di depositare i loro scarti nella nostra regione.
e non ci sconvolge nemmeno il fatto che il signor Schiavone sia tranquillamente li, mentre dovrebbe essere messo in croce.
questo continua perché gli interessi che hanno attraversato tutto questo osceno lavoro di importazione di mondezza nella bassa Italia hanno riempito le tasche di politici, di magistrati, di sindaci, di giornalisti, di poliziotti e di carabinieri, hanno riempito le tasche di chi faceva il lavoro sporco e di quanti avrebbero dovuto fermarlo, di chi avrebbe dovuto condannarlo, di chi avrebbe dovuto denunciarlo, e di chi ha girato la testa quando si è trovato di fronte a queste verità.
ed in fondo la colpa nasce anche da qui: da chi ha voltato la testa di fronte alla conoscenza di queste cose e ha fatto finta di nulla andando avanti nella sua vita di onesto cittadino,continuando a produrre la propria mondezza in maniera indiscriminata, magari continuando anche a non differenziarla dicendo "tanto poi alla fine mettono tutto assieme" per giustificare la propria pigrizia colpevole.
e quando si trovano finalmente con uno di quelli che risultano colpevoli tra le mani, non dovrebbero limitarsi a chiedergli di parlare per poi concedergli tutte le attenuanti possibili, fino a permettere alla fine ad un animale come Schiavone, omicida, delinquente, un uomo con le mani che grondano sangue, le tasche che traboccano soldi e droga, di andare in televisione a dire che in fondo lui non è proprio così colpevole e si sente pulito ora che ha fatto qualche anno di carcere.
e su tutto, purtroppo, pesa soprattutto la colpa dello stato, di uno stato assente, incapace di agire, incapace di non sporcarsi le mani, incapace di essere dalla parte della giustizia e della gente, incapace di agire quando gli viene chiesto, e che quando decide di agire non riesce a farlo con la dovuta velocità. uno stato che si concentra solo sul mantenimento delle poltrone sotto i culi di quelli che le hanno conquistate invece che pensare al benessere di coloro che li hanno messi su quelle poltrone.
uno stato di merda.

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