Tante sono le cose che di questo paese mi hanno stancato, così tante che potrei dimenticare come a volte sia un piacere essere italiana. Così tante che alla fine mi sono stufata di tenerle per me, perchè so che c'è tanta altra gente che si è stufata, quindi perchè non parlarne?
Se volete commentate, sappiate che non rispondo a tutti i commenti, che non accetto commenti osceni che verranno cancellati, ma che sono disponibile ad un confronto, se ne ho tempo.
Se siete qui leggete, se non vi piace quello che scrivo andatevene, nessuno vi obbliga a rimanere e fino a che c'è libertà di parola ho intenzione di dire la mia.

mercoledì 21 ottobre 2015

DIFESA PERSONALE

 
un anziano dorme in casa. ha sua moglie stesa accanto a se che dorme, ha i suoi nipoti ospiti a casa sua, che dormono nella stanza accanto, ma non è tranquillo. è già stato derubato li, nella sua casa, altre quattro volte solo alcuni mesi prima, ed ora ha paura, ed è per questo che ha preso una pistola e se la tiene vicino, un arma per cercare di sentirsi più sicuro, per sentire che fa qualcosa per difendersi. perché ha paura, sia per se che per i suoi nipoti.
ha paura perché sa che questi furti in casa sono costati la vita a tanti altri anziani, e non solo.
ha paura perché sa che essendo pensionato non ha molto da farsi rubare e potrebbero anche diventare violenti quelli che gli entrano in casa per rubare.
ha paura perché non si sente più sicuro nemmeno in quello che dovrebbe essere il suo rifugio, il suo posto sicuro; è stato violato da tante altre persone, ed oramai non sente più la sicurezza che dovrebbe infondergli.
e purtroppo nella notte succede.
entrano tre sconosciuti, frugano, cercano chissà che cosa nella casa di un pensionato, fanno rumore.
e lui assalito dalla paura e dalla rabbia che di nuovo il suo rifugio sia stato violato così, impunemente, prende la sua pistola, quella che vuole usare per difendersi, quella cosa che tra le mani gli pesa anche, ed affacciatosi nella stanza da cui sente i rumori spara.
spara e colpisce uno dei rapinatori, mentre gli altri due fuggono, visti dai vicini, che si svegliano al suono dello sparo e vedono delle figure fuggire nella notte.
uno rimane li, a terra, ed è un raga
zzo di 28 anni, ed è morto.
provo a pensare che cosa possa aver provato quell'uomo, anziano, che sperava di aver oramai superato le cose brutte della vita per potersi godere la vecchiaia, ed invece per la prima volta si ritrova ad aver rubato la vita ad un altro essere umano, cosa di per se già tremenda, ad aver sparato con una pistola, cosa traumatica, e soprattutto ad aver ucciso un ragazzo che potrebbe essere suo nipote.
come può sentirsi un uomo in quella situazione? immagino distrutto, disperato. immagino che abbia guardato quel ragazzo steso per terra sperando che fosse solo ferito, e che lo shock nell'accorgersi che è morto debba essere stato fortissimo.
quell'uomo ha anche preso il telefono ed ha chiamato sia l'ambulanza che la polizia. ha denunciato il fatto che erano entrati in casa, ha dichiarato di aver sparato.
immagino anche lo shock per la confusione, le persone che entravano ed uscivano dalla sua casa, le luci dei lampeggianti che illuminavano la nottata, i rumori che cozzano contro la sua incredulità per quello che è successo.
un povero uomo, che chiedeva nella vita solo di potersi sentire tranquillo e sicuro nella sua casa e che ora sarà per sempre perseguitato dal viso di quel giovane che ha ucciso, con un colpo sparato a casa, perché qualcuno che non ne aveva diritto ha deciso di entrare in casa sua, di violare i suoi diritti, di derubarlo delle sue cose.
questo evento già può gettare una persona nello sconcerto più totale, già una persona che si trova coinvolto in un uccisione, per quanto involontaria, sente la sua anima lacerata dal senso di colpa e dalla disperazione, a meno che non si tratti di un mostro.
però questo non basta.
perché in uno stato come il nostro, dove chi commette un reato spesso e volentieri viene tutelato più di chi si difende o di chi non commette nessun reato, quell'uomo, che si è difeso dopo aver subito, quell'uomo che si sente già distrutto per quello che è successo, non viene in alcuna maniera tutelato dallo stato, non viene compreso e magari aiutato a superare quello shock.
no viene trattato come un delinquente, come un mostro che si è avventato su delle persone, che per quanto in casa sua allo scopo di rubare, per quanto entrati con lo scasso e pronti a spogliarlo dei suoi beni, erano disarmati, e quindi lui viene accusato di omicidio volontario.
non importa che quel ragazzo si fosse tolto le scarpe ed avesse le mani coperte dai calzini per non lasciare impronte, non importa che i carabinieri abbiano trovato la torcia con cui si faceva luce insieme ai suoi complici per derubare, luce verso cui il povero pensionato ha fatto fuoco così, alla cieca.
non importa nemmeno che non serve portarsi delle armi quando si entra in tre, giovani, in casa di due anziani, come ha dimostrato i due ottantenni si Sanremo picchiati a morte per una rapina in agosto, o la coppia uccisa in Sicilia sempre ad agosto, l'anziano ucciso a Priolo per rapina a settembre, quello di Torino di cinque giorni fa, l'altro anziano di Siracusa di settembre, e potrei continuare per una pagina intera, se volessi.
si perché a due anziano che dormono, non sono una gran difesa, e tre giovani, possono legarli, possono picchiarli, possono anche ammazzarli con i coltelli da cucina che ci sono in casa. e se fosse successo quello, sarebbe solo un altro caso di anziano uccisi in casa per una rapina andata male.
invece siccome questi si sono salvati, perché lui ha reagito, devono ds4entirsi in colpa, devono essere stigmatizzati, devono essere colpevolizzati perché si sono difesi.
io immagino la povera donna che vede suo marito trascinato in galera perché si è difeso. immagino quello che deve provare di fronte a questa giustizia che stigmatizza il cittadino che si ribella alla violenza, alla mancanza di una adeguata sicurezza, che decide di proteggersi, per se stesso e per i suoi cari.
immagino quello che deve sentire quell'uomo, che già sentirà di avere le mani sporche del sangue di quel giovane, e per quanto nel giusto, quello era sempre un ragazzo, una persona che aveva di fronte a se ancora tutta la vita; ed a questo senso di colpa si va ad aggiungere la giustizia italiana, che invece di avere comprensione per la vittima che si è difesa, rende vittima il fuorilegge e si erge a giudice i chi si è solo difeso.
ci deve essere veramente qualcosa di sbagliato in una legge che si comporta in questa maniera. e non per la prima volta.
la stessa cosa successe già in passato.
E' successo nel 2006 quando Martinelli sparò contro i rom armati di spranghe che volevano derubare la sua ricicleria, e che venne condannato per tentato omicidio dei due ladri, è successo nel 2015 all'imprenditore di Vicenza che ha sparato, uccidendo, il ladro che dopo aver svaligiato casa gli stava rubando anche la macchina, ed è stato condannato, è successo all'uomo che ha sparato ai ladri che si stavano introducendo nella camera dei figli nel 2012 e che è stato condannato, è successo al povero benzinaio veneto che per difendere la commessa di una gioielleria li vicino ha sparato contro i tre rapinatori uccidendone uno, ed è stato condannato.

perché non è lecito difendersi preventivamente: si deve aspettare di essere colpiti per potersi difendere.
non è lecito difendersi troppo: se ci picchiano con una sbarra di ferro, a meno che non abbiamo anche noi una sbarra di ferro dobbiamo usare cose di minore importanza, che se gli spari hai torto,.
non è lecito esagerare nella difesa: se anche ti hanno sparato, tu al massimo devi calcolare di sparare lo stesso numero di colpi altrimenti è eccesso di difesa.
la cosa migliore sarebbe farsi colpire, cercare di non morire se è possibile, e di avere una mente fotografica per ricordare bene le facce, e poi denunciare che forse uno su dieci li prendono.
sempre che i ladri non fossero rom che altrimenti rotnano in romania in nottata e non li prendi più. o Juguslavi che praticamente è la stessa cosa. o zingari, che cambiano campo e non li prendi più.

ma ci rendiamo conto che è uno schifo?

lunedì 14 settembre 2015

IMMIGRAZIONE

mi domando come non si faccia proprio due conti sulla carta, un po' come la massaia di casa.
se io sono una massaia anche ben fornita di derrate, preparerà un pranzo abbondante per la mia famiglia.
se mio marito invita i suoi colleghi ed il pranzo che ho preparato per quattro si deve dividere per otto, alla fine credo che si riesca a mangiare a sufficienza tutti, magari anche bene.
se siamo persone che mangiano il giusto. se anche il mio primo figlio invita i suoi amichetti e il pasto di quattro invece che in otto si deve dividere in 12, allora diciamo che tutti mangeremo relativamente poco, anche se, riuscendo ad accontentarsi, possiamo dire che la fame è passata a tutti.
ma se questo pasto alla fine lo dividiamo per 24 perché la figlia piccola ha invitato la squadra di calcio alla fine avremo tutti fame e saremo tutti incazzati, la famiglia perché quello era il loro pasto, per cui hanno lavorato e che si aspettavano soddisfacente, e gli invitati che si aspettavano che venendo a casa nostra avrebbero ricevuto abbastanza di che sfamarsi.
in Italia siamo nella stessa situazione, e la smettano i buonisti ad ogni costo di dire ce in fondo se vogliamo possiamo offrire accoglienza a tutti quelli che ne hanno bisogno perché poverini scappano da una situazione tremenda. il problema è proprio che la situazione tremenda alla fine ce la ritroviamo anche noi a casa. la coperta è una, la puoi tirare, la puoi strappare, ma alla fine non basterà a coprire tutto. non abbiamo risorse infinite, e non le hanno nemmeno le altre nazioni. ogni nazione ha magari una situazione interna anche florida, anche disposta ad accogliere un minimo di affluenza che se legale comunque porta anche forza lavoro, denaro dei contributi, nuove professionalità. ma alla fine non è possibile aprire le proprie frontiere agli abitanti di un continente grande come l'africa che ha una quantità di abitanti abbastanza alta da equilibrare quella europea, e sperare di dare accoglienza e cibo e lavoro a tutti loro. specie in un periodo in cui faticosamente stiamo ancora sperando di riuscire a rialzarci noi da una situazione di mancanza di lavoro e di denaro.
quelle che stanno arrivando a fiotti, sono bocche da sfamare, persone da ospitare, corpi da vestire, intestini da svuotare, mani da far lavorare, portafogli da riempire. il tutto in una nazione come la nostra che sta faticando a fare le stesse cose per i propri cittadini. e poi ci si chiede perché si diventa razzisti, perché si diventa intolleranti.
onestamente? ha fatto bene l'Inghilterra a chiudere completamente le proprie frontiere. loro hanno coscienza di essere un isola, che ha un livello di produzione e di sostentamento adatto ad un tipo di popolazione, che non si potrebbe permettere di sostenere una flusso illimitato di profughi che farebbe inevitabilmente crollare l'economia interna.
chi sbaglia siamo noi, o meglio sono quelli che ci comandano, perché chi ogni giorno si deve fare il culo per ricevere uno stipendio che a fine mese non basta per pagare tutte le bollette, il cibo, il carburante, i vestiti, e tutto quello che serve a portare avanti una famiglia, non è così disponibile a vedersi alzare le tasse, per poter sostenere chi arriva e vuole essere mantenuto almeno fino a che non troverà un lavoro. che non troverà visto che i nostri stessi italiani non lo trovano.
cerchiamo di renderci conto che è fondamentale che il popolo italiano stia bene se vogliamo che chi viene accolto possa stare bene. ed al momento il popolo italiano, che ché ne dica il sosia di mister bean, ha problemi di lavoro, perché c'è una intera fetta di popolazione tra i 35 ed i 50 anni che non ha lavoro e quando ce l'ha è un lavoro estremamente precario. ha problemi di denaro perché spesso con un solo stipendio per arrivare alla fine della settimana non si può permettere nemmeno di comprare un paio di scarpe, un vestito ai figli, o, nei casi peggiori, le medicine che a volte sono troppo costose. ha problemi con le pensioni, perché una larga parte della popolazione anziana, vive con una pensione che a malapena arriva ai 500 euro, e con una cifra di quel tipo in alcuni posti come Roma o Firenze, non riesci nemmeno a trovare dove vivere, figuriamoci di che vivere. e posso assicurarvi che fa male al cuore vedere anziani italiani, che hanno pagato per una vita le tasse, affannarsi al mercato a raccogliere gli scarti dei banchi della frutta e verdura, per prendere quelle cose che non sono ancora completamente marce per poter mangiare qualcosa senza spendere. io abitavo di fronte ad un mercato e quello di cui parlo è qualcosa che ho visto con i miei occhi.
non vorrei sentirmi così ostile a queste persone che vengono alla ricerca di una vita migliore, perché mica tutti scappano dalla guerra, ci sono anche quelli che vengono solo per stare meglio.
giuro che vorrei sentirmi meno ostile, ma non posso sentirmi accogliente verso di solo e sapere che ci sono italiani che vivono sulla soglia della povertà, italiani che lavorano e che sono costretti ad andare a mangiare alla mensa dei poveri o a vestirsi presso gli spacci dell'accoglienza.
il nostro governo che si fa bello con i nostri sacrifici, dovrebbe pensare prima al benessere di chi all'economia statale ha contribuito per tutta la vita, invece che concentrarsi sul benessere di chi arriva ora sperando di essere sbarcati nella terra promessa.
molti fanno il paragone con gli italiani che emigravano in America, ma non ci sono assolutamente similitudini tra le due cose.
intanto gli italiani che arrivavano in America venivano tutti fatti sbarcare in un'isola a parte, schedati e controllati: se non avevano già una destinazione ed un lavoro ad aspettarli, il dietrofront era spesso automatico.
e poi l'America che apriva le sue porte agli immigranti di allora, era un'America che stava in piena ripresa, in cui il lavoro non mancava, in cui si poteva sperare in breve tempo di farsi una posizione.
che similitudini ci possono essere con i poveri disperati che giungono sulle spiagge di poveri disperati che in più sono incazzati neri?