Tante sono le cose che di questo paese mi hanno stancato, così tante che potrei dimenticare come a volte sia un piacere essere italiana. Così tante che alla fine mi sono stufata di tenerle per me, perchè so che c'è tanta altra gente che si è stufata, quindi perchè non parlarne?
Se volete commentate, sappiate che non rispondo a tutti i commenti, che non accetto commenti osceni che verranno cancellati, ma che sono disponibile ad un confronto, se ne ho tempo.
Se siete qui leggete, se non vi piace quello che scrivo andatevene, nessuno vi obbliga a rimanere e fino a che c'è libertà di parola ho intenzione di dire la mia.

lunedì 14 settembre 2015

IMMIGRAZIONE

mi domando come non si faccia proprio due conti sulla carta, un po' come la massaia di casa.
se io sono una massaia anche ben fornita di derrate, preparerà un pranzo abbondante per la mia famiglia.
se mio marito invita i suoi colleghi ed il pranzo che ho preparato per quattro si deve dividere per otto, alla fine credo che si riesca a mangiare a sufficienza tutti, magari anche bene.
se siamo persone che mangiano il giusto. se anche il mio primo figlio invita i suoi amichetti e il pasto di quattro invece che in otto si deve dividere in 12, allora diciamo che tutti mangeremo relativamente poco, anche se, riuscendo ad accontentarsi, possiamo dire che la fame è passata a tutti.
ma se questo pasto alla fine lo dividiamo per 24 perché la figlia piccola ha invitato la squadra di calcio alla fine avremo tutti fame e saremo tutti incazzati, la famiglia perché quello era il loro pasto, per cui hanno lavorato e che si aspettavano soddisfacente, e gli invitati che si aspettavano che venendo a casa nostra avrebbero ricevuto abbastanza di che sfamarsi.
in Italia siamo nella stessa situazione, e la smettano i buonisti ad ogni costo di dire ce in fondo se vogliamo possiamo offrire accoglienza a tutti quelli che ne hanno bisogno perché poverini scappano da una situazione tremenda. il problema è proprio che la situazione tremenda alla fine ce la ritroviamo anche noi a casa. la coperta è una, la puoi tirare, la puoi strappare, ma alla fine non basterà a coprire tutto. non abbiamo risorse infinite, e non le hanno nemmeno le altre nazioni. ogni nazione ha magari una situazione interna anche florida, anche disposta ad accogliere un minimo di affluenza che se legale comunque porta anche forza lavoro, denaro dei contributi, nuove professionalità. ma alla fine non è possibile aprire le proprie frontiere agli abitanti di un continente grande come l'africa che ha una quantità di abitanti abbastanza alta da equilibrare quella europea, e sperare di dare accoglienza e cibo e lavoro a tutti loro. specie in un periodo in cui faticosamente stiamo ancora sperando di riuscire a rialzarci noi da una situazione di mancanza di lavoro e di denaro.
quelle che stanno arrivando a fiotti, sono bocche da sfamare, persone da ospitare, corpi da vestire, intestini da svuotare, mani da far lavorare, portafogli da riempire. il tutto in una nazione come la nostra che sta faticando a fare le stesse cose per i propri cittadini. e poi ci si chiede perché si diventa razzisti, perché si diventa intolleranti.
onestamente? ha fatto bene l'Inghilterra a chiudere completamente le proprie frontiere. loro hanno coscienza di essere un isola, che ha un livello di produzione e di sostentamento adatto ad un tipo di popolazione, che non si potrebbe permettere di sostenere una flusso illimitato di profughi che farebbe inevitabilmente crollare l'economia interna.
chi sbaglia siamo noi, o meglio sono quelli che ci comandano, perché chi ogni giorno si deve fare il culo per ricevere uno stipendio che a fine mese non basta per pagare tutte le bollette, il cibo, il carburante, i vestiti, e tutto quello che serve a portare avanti una famiglia, non è così disponibile a vedersi alzare le tasse, per poter sostenere chi arriva e vuole essere mantenuto almeno fino a che non troverà un lavoro. che non troverà visto che i nostri stessi italiani non lo trovano.
cerchiamo di renderci conto che è fondamentale che il popolo italiano stia bene se vogliamo che chi viene accolto possa stare bene. ed al momento il popolo italiano, che ché ne dica il sosia di mister bean, ha problemi di lavoro, perché c'è una intera fetta di popolazione tra i 35 ed i 50 anni che non ha lavoro e quando ce l'ha è un lavoro estremamente precario. ha problemi di denaro perché spesso con un solo stipendio per arrivare alla fine della settimana non si può permettere nemmeno di comprare un paio di scarpe, un vestito ai figli, o, nei casi peggiori, le medicine che a volte sono troppo costose. ha problemi con le pensioni, perché una larga parte della popolazione anziana, vive con una pensione che a malapena arriva ai 500 euro, e con una cifra di quel tipo in alcuni posti come Roma o Firenze, non riesci nemmeno a trovare dove vivere, figuriamoci di che vivere. e posso assicurarvi che fa male al cuore vedere anziani italiani, che hanno pagato per una vita le tasse, affannarsi al mercato a raccogliere gli scarti dei banchi della frutta e verdura, per prendere quelle cose che non sono ancora completamente marce per poter mangiare qualcosa senza spendere. io abitavo di fronte ad un mercato e quello di cui parlo è qualcosa che ho visto con i miei occhi.
non vorrei sentirmi così ostile a queste persone che vengono alla ricerca di una vita migliore, perché mica tutti scappano dalla guerra, ci sono anche quelli che vengono solo per stare meglio.
giuro che vorrei sentirmi meno ostile, ma non posso sentirmi accogliente verso di solo e sapere che ci sono italiani che vivono sulla soglia della povertà, italiani che lavorano e che sono costretti ad andare a mangiare alla mensa dei poveri o a vestirsi presso gli spacci dell'accoglienza.
il nostro governo che si fa bello con i nostri sacrifici, dovrebbe pensare prima al benessere di chi all'economia statale ha contribuito per tutta la vita, invece che concentrarsi sul benessere di chi arriva ora sperando di essere sbarcati nella terra promessa.
molti fanno il paragone con gli italiani che emigravano in America, ma non ci sono assolutamente similitudini tra le due cose.
intanto gli italiani che arrivavano in America venivano tutti fatti sbarcare in un'isola a parte, schedati e controllati: se non avevano già una destinazione ed un lavoro ad aspettarli, il dietrofront era spesso automatico.
e poi l'America che apriva le sue porte agli immigranti di allora, era un'America che stava in piena ripresa, in cui il lavoro non mancava, in cui si poteva sperare in breve tempo di farsi una posizione.
che similitudini ci possono essere con i poveri disperati che giungono sulle spiagge di poveri disperati che in più sono incazzati neri?